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  • Marina

Bibanesi con lievito madre e una nuova avventura

Buongiorno!

Come state? Come passate le vostre giornate?


Qui in casa nostra, nonostante la quarantena, siamo più carichi di cose da fare di prima! Io cucino moltissimo, mi è venuta una voglia pazza di sperimentare cose nuove.. e forse pazza lo sono davvero perché ho finalmente preso la decisione di imbarcarmi in un'avventura.

Per farvi capire meglio cos'è appena successo in casa mia vi ripropongo un famoso dialogo tratto dal libro di J.R. Tolkien "Lo Hobbit".


Gandalf: Sto cercando qualcuno con cui condividere un'avventura.
Bilbo: Un'avventura? No, immagino che nessuno a ovest di Brea abbia molto interesse per le avventure. Cose brutte, fastidiose e per di più scomode. Fanno far tardi a cena. Be', buongiorno.

Ecco quello che è successo: ho detto sì alla scomoda avventura del lievito madre fatto in casa!

Per quelli che non lo conoscono, il lievito madre è una lievitazione naturale: si mischia la farina con l'acqua e, mantenendo il tutto ad un temperatura intorno ai 26°, si formeranno i batteri che creeranno il lievito. Bellissimo, ma molto impegnativo all'inizio. La lievitazione si deve attivare e a volte non è facile, bisogna fare continui rinfreschi.. prendersene cura come di un bambino. Un'avventura scomoda come la definirebbe Bilbo, ma non impossibile.



Oggi sono al mio terzo giorno di lievito madre liquido (anche detto Licoli), sta un po' faticando ad attivarsi ma qualche bollicina c'è già.

In cosa consiste il rinfresco? Questo lievito non può essere abbandonato a sé stesso, i batteri in esso devono nutrirsi: per fare ciò, si prende un po' del lievito e vi si aggiunge ogni tot giorni dell'acqua e della farina nuova.

La parte di lievito che viene scartata si chiama esubero. Spesso viene erroneamente buttata perché per far lievitare il pane non va bene, ma per la creazione di grissini e cracker invece è perfetta!



E' proprio così che nascono questi Bibanesi - o "pangrissini" come li chiamo io. Esternamente croccanti come dei grissini, ma dentro morbidi e soffici come il pane. Lievitati perfettamente grazie al mio primo esubero di pasta madre liquida.

Ovviamente vi lascio la ricetta, e se alcuni già si stanno chiedendo come faranno ad avere queste delizie sulle proprie tavole senza il lievito madre... beh, niente paura! Negli ingredienti vi lascio anche la dose di lievito di birra da utilizzare al posto del lievito madre.


Ma ora.. iniziamo!



Ingredienti

tempo di lievitazione totale: 5 ore


  • 500g farina 00

  • 100g esubero di Licoli (7g lievito di birra fresco, oppure 2g lievito di birra secco)

  • 250ml acqua

  • 60g olio EVO

  • 8g sale fino

  • rosmarino tritato (opzionale)


Versate l'acqua in una ciotola e immergeteci il vostro lievito. Mescoliamo con una frusta brevemente per farlo sciogliere. Aggiungiamo l'olio e diamo ancora una mescolata.

Poi uniamo la farina e il sale a più riprese, impastando con le mani.

Dopo qualche minuto di impasto - spostatevi poi su una spianatoia - dovrete ottenere una palla morbida ed elastica. Unite il rosmarino se vi piace e impastate col palmo della mano ancora qualche minuto per incorporare più aria possibile.

Mettete la palla ottenuta in una ciotola, coprire con pellicola trasparente e mettete in forno con luce accesa (siamo intorno ai 27°) a lievitare per 4 ore.



Passato il tempo di lievitazione, troverete un impasto raddoppiato di volume e bello gonfio. Staccatelo delicatamente dalla ciotola con le mani leggermente unte (aiutandovi con un tarocco se ce l'avete). Riponete su una spianatoia e dividete l'impasto in 4 parti.

Allungate con le mani tutti e quattro i pezzi di impasto ottenendo dei salsicciotti lunghi e stretti. Spennellateli con poco olio, copriteli con un panno e lasciate riposare ancora 1 ora.

Poi con un coltello affilato, o col tarocco, staccate da ogni filone dei pezzettini di impasto lunghi circa 3/4 cm, attorcigliateli un po' su se stessi e riponeteli su una teglia ricoperta di cartaforno (ne verranno fuori due teglie).

Cuocete a 180° per 25/30 minuti in forno statico, ben caldo. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.


Note


Questi pangrissini si conservano in un contenitore o anche in un sacchetto per 2/3 giorni. Ovviamente, essendo pane, già il giorno dopo la consistenza sarà diversa. Se perdono la loro croccantezza non disperate: basta ripassarli qualche minuto nel forno! ;)



Buona scorpacciata.. e fatemi sapere come sono venuti!


Marina.

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